Chef Andrea Minguzzi sul figlio morto a Istanbul: “Accoltellato alle 8 di mattina, assurdo”

Chef Andrea Minguzzi sul figlio morto a Istanbul: “Accoltellato alle 8 di mattina, assurdo”

Lo chef Andrea Minguzzi ha rotto il silenzio sul figlio morto a Istanbul a soli 14 anni: è stato accoltellato alle 8 del mattino.

Andrea Minguzzi sta vivendo un momento delicato, terribile, che nessun genitore dovrebbe mai provare. Il figlio dello chef, di soli 14 anni, è morto accoltellato nei pressi di un mercato di Istanbul. Il suo cuore ha cessato di battere dopo due settimane di ricovero in terapia intensiva.

Andrea Minguzzi rompe il silenzio sul figlio morto a Istanbul

Intervistato dal Corriere della Sera, Andrea Minguzzi si è sbottonato sul figlio Mattia, morto a Istanbul in seguito a un’aggressione brutale. Il ragazzino, di soli 14 anni, è stato accoltellato il 24 gennaio 2025 alle 8 di mattina, nei pressi del mercato dell’usato di Kadıköy, nella parte asiatica della città turca. Lo chef, sua moglie Yasemin e il pargolo abitano in Turchia da tempo e non avrebbero mai immaginato di vivere una tragedia simile.

Minguzzi ci ha tenuto a sottolineare: “Mi rifiuto di usare parole come ‘scontro’, ‘litigio’. Mattia non è stato ucciso per ‘futili motivi’, come è stato detto. Non è stata una resa dei conti“. Stando a quanto racconta Andrea, il figlio non conosceva i suoi assassini e molto di quanto è stato scritto in queste settimane non corrisponde alla verità.

Mattia amava Istanbul, era la sua città: lo sfogo dello chef

Andrea Minguzzi ha raccontato che Mattia aveva detto a lui e sua moglie di voler andare al mercato di Kadıköy per acquistare magliette e accessori per lo skate. “Verso le otto e venti del mattino ci hanno chiamato. Siamo cascati dalle nuvole. Siamo corsi in ospedale, nella parte asiatica, noi viviamo nella parte europea. In nessun modo avremmo potuto aspettarci una cosa del genere. Alle otto e venti del mattino, poi. Come puoi pensare che accada una cosa del genere al mattino? Mattia aveva 14 anni. Era un ragazzino. Andava in terza media. La sera, se usciva, gli chiedevamo di non fare tardi. Non tornava mai dopo le nove“, ha raccontato lo chef.

Minguzzi ci ha tenuto a sottolineare che il figlio è nato a Istanbul, l’amava e la considerava la sua città. Né lui né tantomeno sua moglie hanno mai pensato che potesse rappresentare un pericolo, tanto che descrivono i turchi come “un popolo meraviglioso“. La morte di Mattia è una tragedia inspiegabile e adesso sia lo chef che la consorte lotteranno per avere giustizia.

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