“La prima cosa che ho fatto”: Kim Rossi Stuart svela quanto è ingrassato per Il Gattopardo

“La prima cosa che ho fatto”: Kim Rossi Stuart svela quanto è ingrassato per Il Gattopardo

Quanti chili è ingrassato Kim Rossi Stuart per Il Gattopardo? E’ stato lo stesso attore ad ammettere di aver stravolto la sua forma fisica.

Kim Rossi Stuart torna a mostrarsi ai fan nei panni del Principe di Salina nella serie tv Il Gattopardo. I sostenitori più accaniti avranno di certo notato che l’attore è ingrassato parecchio, ma in pochi sanno che è stata un’esigenza di copione. Scopriamo quanti chili ha messo su e come si è rapportato con un’immagine “così pesante“.

Kim Rossi Stuart ingrassato per Il Gattopardo

Disponibile dal 5 marzo 2025 su Netflix, Il Gattopardo vede tra i protagonisti il bravissimo e tenebroso Kim Rossi Stuart. Classe 1969, ha debuttato davanti alla telecamera quando aveva soltanto 5 anni, nel film Fatti di gente per bene. Il successo vero e proprio, però, è arrivato molto tempo dopo, con la miniserie Fantaghirò di Lamberto Bava. Tanti i titoli di spessore che lo hanno visto in scena: da Al di là delle nuvole a Poliziotti, passando per Pinocchio, Romanzo Criminale e Vallanzasca.

Nella serie Il Gattopardo, tratta dall’omonimo romanzo di Giuseppe Tomasi di Lampedusa del 1958, Kim veste i panni del protagonista Don Fabrizio Corbera, il Principe di Salina. Per entrare nel ruolo ha dovuto stravolgere sia la sua persona che la forma fisica. E’ stato lui stesso, nel corso di diverse interviste, ad ammettere di essere ingrassato più di dieci chili.

La somiglianza fisica l’ho risolta ingrassando 12 o 13 chili, per l’accento siciliano mi sono rivolto a dei coach e il resto, vabbè, è ciò che faccio abitualmente mettendo a disposizione il mio sentire“, ha raccontato al settimanale Vanity Fair.

Kim Rossi Stuart: il confronto con un’immagine “pesante”

Per entrare davvero nei panni del protagonista de Il Gattopardo, Kim Rossi Stuart è ingrassato quasi 13 chili. Ha raccontato: “È stata la prima cosa che ho fatto, confrontarmi con un’immagine così pesante. C’è addirittura un passaggio nel libro in cui si dice che i passi di Don Fabrizio facevano traballare i mobili. Io non mi percepisco così. Non sono un uomo di due metri che sembra ancora più grande per la sua forza e superbia. Mi sento fragile e insicuro, per questo accettare il ruolo è stato un triplo salto mortale“.

Argomenti