Davvero basta un sorso di acqua per rendere la pelle più tonica? Questa è la “promessa” dell’acqua al collagene, ma cosa dice la scienza?

Da qualche tempo si sente parlare dell’acqua al collagene, un’acqua minerale addizionata con collagene e zinco. L’idea innovativa dietro questo prodotto, secondo quanto reclamizzato dai diversi marchi, è di contribuire “alla protezione delle cellule dallo stress ossidativo e al mantenimento dello stato fisiologico della pelle“.

Un report di Altroconsumo, però, mette in luce che non è proprio così. Vediamo di fare chiarezza sull’argomento (e perché ha tutta l’aria di essere l’ennesima bufala). L’acqua al collagene funziona? Prima di entrare nel dettaglio del prodotto, cerchiamo di capire che cos’è il collagene, poi scopriamo cosa c’è all’interno di queste acque e infine vediamo cosa ne pensa la scienza.

Cos’è il collagene?

Il collagene è una proteina complessa sintetizzata dal nostro organismo che contribuisce a mantenere i tessuti elastici. Dopo i 25 anni, però, il corpo scompone più collagene di quanto ne assimila con conseguente comparsa di rughe e piccoli cedimenti.

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Acqua al collagene
Acqua al collagene

Abbiamo parlato di scomposizione perché in realtà non si può assumere, almeno secondo le evidenze scientifiche attuali, collagene in forma pura. È attraverso la digestione infatti che i vari mattoncini si rendono disponibili alla sintesi e quindi alla produzione del collagene vero e proprio.

Tali mattoncini si trovano già in molti cibi presenti nelle nostre diete come la carne di manzo, il pesce (soprattutto branzino e merluzzo), i legumi, i derivati di soia e la frutta secca. Spesso però si preferisce optare per delle scorciatoie, come le nuove acque addizionate.

Cosa contiene l’acqua al collagene?

Sono diversi i marchi che hanno lanciato sul mercato la loro acqua al collagene, facendo prima sognare (d’altronde chi non desidera avere una pelle soda ed elastica) e poi discutere. Già perché se da un lato c’è il “sogno” che semplicemente bevendo una bottiglietta d’acqua aromatizzata la nostra pelle appaia migliore, dall’altro ci sono le evidenze scientifiche che smentiscono.

Per capire meglio di cosa si tratta, partiamo dalle etichette. Le varie marche di acqua al collagene, oltre all’acqua, contengono zuccheri, sali minerali e aromi. A questi ingredienti vanno ad aggiungersi il collagene e lo zinco che, combinati insieme, dovrebbero contribuire a mantenere il tessuto connettivo compatto ed elastico.

Attualmente sono due i tipi di collagene impiegati per arricchire l’acqua: quello di bovino idrolizzato e quello prodotto da Verisol ®, specificamente studiato per le applicazioni di bellezza. In quest’ultimo caso può avere origine bovina, suina o ittica. Di fatto però, si tratta sempre di prodotti derivati dalla lavorazione di scarti animali come ossa, lische e cartilagini varie.

Funziona? Cosa dice la scienza?

Non ci sono però evidenze scientifiche a supporto della tesi che il collagene idrolizzato in acqua sia di aiuto per la tonicità della pelle. Quindi, secondo la normativa europea 1924/2006 non è possibile “riportare in etichetta slogan circa le indicazioni nutrizionali che non siano scientificamente provate“.

È qui che entra in gioco lo zinco. Si tratta infatti di un espediente necessario per poter riportare in etichetta lo slogan secondo cui l’acqua al collagene contribuisce “alla protezione delle cellule dallo stress ossidativo e al mantenimento dello stato fisiologico della pelle“. È scientificamente dimostrato infatti che questo minerale ha effetti benefici sulla pelle.

Tuttavia il quantitativo di zinco presente in una bottiglietta è davvero esiguo. Secondo i valori stabiliti dalla Società Italiana di Nutrizione Umana, una porzione contiene il 24% del fabbisogno giornaliero, fabbisogno che tra l’altro può essere soddisfatto semplicemente attraverso un’alimentazione varia ed equilibrata. Le principali fonti di zinco infatti sono pesce, carne, cereali integrali, legumi, lievito, frutta secca e semi.

Insomma, l’acqua al collagene non è proprio un’acqua miracolosa, almeno secondo gli studi condotti finora.

ultimo aggiornamento: 13-01-2021


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