Un video virale ha emozionato molti, ma dietro quel gesto ci sono rischi seri per ambiente, animali e persino la legge.
Il gesto che sembra giusto (ma non lo è)
Comprare astici al ristorante per liberarli in mare può sembrare un atto di compassione. È quello che hanno fatto alcune turiste, svuotando un acquario e restituendo i crostacei all’acqua. Il video è diventato virale, ma il problema è che le buone intenzioni non bastano. Secondo gli esperti, si tratta di un comportamento che può creare più danni che benefici, sia per l’ambiente sia per gli stessi animali .
Il rischio per l’ambiente è concreto
Il primo punto riguarda l’ecosistema. Gli astici venduti nei ristoranti non sono sempre locali: spesso si tratta di specie non autoctone, come quelle provenienti dall’Atlantico. Liberarli significa introdurre una specie “aliena”, con conseguenze potenzialmente gravi: competizione con le specie locali, trasmissione di malattie e alterazione degli equilibri marini . È lo stesso meccanismo che ha portato problemi con altre specie invasive nel Mediterraneo.

Non è detto che sopravvivano
C’è poi un altro aspetto meno intuitivo: gli animali liberati spesso non sopravvivono. Gli astici passano giorni o settimane in vasche a temperatura controllata e vengono poi gettati in mare aperto. Questo provoca shock termico, stress e disorientamento . Inoltre vengono liberati spesso di giorno e in zone non adatte, mentre sono animali abituati a vivere in profondità e a muoversi di notte. Il risultato? Una morte quasi immediata o nel giro di pochi giorni.
Anche la legge lo vieta
Non è solo una questione ambientale. In molti casi liberare animali in natura è vietato dalla normativa europea, proprio per evitare danni agli ecosistemi . L’introduzione di specie senza controlli può configurare un reato, perché mette a rischio la biodiversità.
Il paradosso economico
C’è infine un aspetto che pochi considerano. Comprare gli astici per liberarli significa comunque alimentare il mercato. Il ristorante li venderà e li sostituirà, mantenendo intatta la domanda. Paradossalmente, quindi, il gesto non riduce il consumo di animali, ma lo conferma .
Il punto che cambia tutto
Alla fine, il problema non è l’intenzione, ma il metodo. Liberare animali senza competenze e controlli non aiuta né loro né l’ambiente. Le reintroduzioni funzionano solo quando sono gestite da esperti, con analisi e condizioni precise. Tutto il resto è solo un gesto spettacolare, ma inefficace.