Riso, spezie, bevande ma anche frutta e verdura: la blacklist di Coldiretti per il 2020 non risparmia nessun alimento. Scopriamo i più contaminati.

Quando si insiste sull’importanza di acquistare ingredienti di origine italiana, ancor meglio se a chilometro zero, è proprio per cercare di limitare i problemi derivanti dal consumo di alimenti contaminati da sostanze illegali in Italia. Coldiretti, per questo motivo, esaminando i rapporti dell’EFSA (Agenzia Europea per la Sicurezza Alimentare) sui Residui dei Fitosanitari in Europa e sui rapporti del ministero della Salute sul Controllo ufficiale sui residui dei prodotti fitosanitari degli alimenti, ha stilato una blacklist dei prodotti più contaminati che arrivano sulle nostre tavole da paesi europei e non.

Questi prodotti, che arrivano sulle nostre tavole spesso in maniera irregolare, contengono Dicofol, Acephate, Permethrin o il Methamidophos sostanze vietate in Italia, ma ancora utilizzate in Spagna, negli USA e in alcuni paesi del sud del mondo.

bacche di goji
bacche di goji

I 10 cibi più contaminati che arrivano sulle nostre tavole

In questa lista sono presenti i peperoncini provenienti da India e Repubblica Dominicana dove sono state trovate tracce di tutte le sostanze bandite dalle normative europee, le bacche di goji dalla Cina, il riso del Pakistan e il melograno della Turchia.

Sempre dal nord Africa, per la precisione dall’Egitto, arrivano peperoni dolci e olive lavorate, in cui si sono trovate tracce di pesticidi. Nella lista troviamo anche alcune varietà di te cinese, i fagioli secchi del Brasile, l’okara dall’India e la pitaya (o dragon fruit) dall’Indonesia.

Insomma, sono davvero molti i paesi che ancora oggi importano in Italia prodotti con tracce importanti di pesticidi. Per questo la Coldiretti invita al consumo di prodotti locali, che sono risultati essere contaminati solo nello 0,6% dei casi contro il 5,8% dei prodotti provenienti da paesi extracomunitari.

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