Gomma da masticare, chiclets, chewing gum, cicca, gomma, cingomma: in ogni regione d’Italia ha un nome diverso. Scopriamo i nomi, storia e curiosità su questo affascinante snack…

La mastichiamo per ore, ci divertiamo a fare i palloncini, eppure in quanti possono affermare di conoscere il vero nome della gomma da masticare? In ogni regione viene chiamata in un modo diverso; la realtà è che non ne ha uno ufficiale. Lo ha affermato anche l’Accademia della Crusca: una delle parole più difficili da classificare è proprio chewing gum.

Scopriamo tutti i nomi che gli italiani danno a questo snack, la sua storia e alcune interessanti curiosità!

Tutti i nomi della gomma da masticare

Secondo l’Accademia della Crusca esisterebbero ben 14 varianti diverse del nome. In tutta la Toscana (e anche a Catania) è Ciuìngam; è Ciunga in Sicilia e Trentino Alto-Adige; Ciunghe a Verona; Ciùingam tra Liguria ed Emilia Romagna (ma anche a Sassari).

Cingomma (o Ciga) è diffuso in gran parte dell’Italia centrale, meridionale e in Sardegna. Ciringumma, Cilingumme, Scingomma sono varianti diffuse soprattutto in Toscana e a Sassari; Gingomma in Calabria; Cicca è usato in Lombardia, in Emilia Romagna e in alcune zone del Piemonte; a Genova è Ciungai, mentre Masticone è il termine in uso ad Arezzo

Masticante è quello della città di Messina; Cicingomma e Cincingomma sono forme ricorrenti al nord; Gigomma o Caramella a molla sono usati in Campania e Basilicata; Ciuca è usato nel Cilento. Infine, Cicles è concentrato in Piemonte ed Emilia Romagna.

Chewing gum
Fonte foto: https://www.flickr.com/photos/gazeronly/33534637465

La storia del chewing gum

Non è certo un’innovazione moderna: ne parlava già Ippocrate, 2400 anni fa e già i nativi americani la conoscevano bene. Nel 1848, arrivò il primo esperimento sugli scaffali americani: lo statunitense John B. Curtis mise in vendita era un miscuglio di resina d’abete rosso e cera d’api. Qualche anno dopo, Thomas Adams (nel 1866) iniziò a vendere palline di gomma con lo scopo di tenere la bocca impegnata.

William Semple, un dentista, ne brevettò la prima ricetta il 28 dicembre 1869. Ma bisognerà aspettare ancora un paio di anni per avere il primo gusto della storia: quello alla liquirizia.

In Italia questo affascinante snack spezza-fame è arrivato grazie agli americani, alla fine della Seconda Guerra Mondiale. I soldati lo introdussero con lo scopo di aiutare la popolazione ad alleviare la fame, in un periodo di grave carestia. La gente iniziò, quindi, a parlare di questo nuovo confettino colorato, contribuendo alla sua diffusione. In questo modo, però, il nuovo prodotto assunse tantissimi nomi regionali venendo tramandato a voce da padre in figlio.

Pensate che, inizialmente, in alcuni Paesi (come la Gran Bretagna) ne fu vietata l’importazione, sperando di poter così evitare “l’americanizzazione”. Ancora oggi, non cercate una gomma da masticare a Singapore: sono bandite dal 1992! Il governo, infatti, ha deciso di proibirle per prevenire i possibili problemi di inquinamento ambientale.

Da dove deriva la parola Chiclets? L’origine del nome

Una parola tanto cara ai piemontesi e sconosciuta alla stragrande maggioranza degli italiani; basta uscire dalla regione per sentirsi dire “Cosa?” alla richiesta di “Un chiclets o cicles”. Per capire da dove abbia avuto origine questo termine, bisogna tornare indietro di oltre un secolo, al 1871. L’azienda inglese Cadbury si inventò le Chiclets, le gomme da masticare che – come diceva la pubblicità – stanno su tutte le lingue.

Chiclets
Fonte foto: pinterest.com/source/artstormer.com

Il nome del marchio deriva dalla parola “chicle”, la gomma naturale ricavata dal Manilkara chicle, pianta tropicale nonchè ingrediente principale della gomma da masticare.

Anche in spagnolo si dice chicle: è il termine con cui gli spagnoli indicano la gomma da masticare. La parola deriva a sua volta da tzicli o tzictli: il nome che gli antichi abitanti del Messico chiamavano il lattice gommoso che si ricava dal frutto della Manilkara zapota, pianta della stessa famiglia della Manilkara chicle.

5 curiosità sulla gomma da masticare

– Se abbandonata, una gomma da masticare è biodegradabile nell’ambiente in circa 5 anni.

– Come mai le Bubble gum (quelle per fare le bolle) sono rosa? Walter Diemer, quando le inventò, aveva solo il colorante rosa disponibile e le creò così.

– Da piccoli vi hanno detto che ci vogliono 7 anni per digerirle? In realtà è una leggenda metropolitana, tramandata – probabilmente – dai nostri genitori per evitare che le inghiottissimo da bambini.

– La gomma da masticare fa male? Ha dei pro e dei contro; secondo uno studio giapponese, masticare chewing gum aiuta la concentrazione. Ma ci sono anche dei possibili effetti indesiderati: potrebbero, ad esempio, dare problemi gastrointestinali e causare mal di testa. Senza contare quando rimane attaccata ai vestiti: è un vero incubo da eliminare!

– Una gomma sostituisce lo spazzolino? Secondo una ricerca dell’Università di Groningen masticarla per 10 minuti permette di trasferire dal nostro cavo orale alla gomma, circa il 10% dei batteri della saliva. Dopo, 10 minuti però va spuntata!

Fonte foto: https://www.flickr.com/photos/gazeronly/33534637465, https://pinterest.com/source/artstormer.com

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