Una delle prove più estreme di sempre: piatti “impossibili”, reazioni fortissime e un momento che ha lasciato tutti senza parole.
A Pechino Express non è mai solo una gara.
Nell’ultima puntata, i concorrenti si sono trovati davanti a una delle sfide più temute: quella dei cosiddetti “sette mostri”. Una prova che mette alla prova stomaco e nervi, prima ancora della resistenza fisica.
Sul tavolo, una serie di cibi locali tra i più estremi:
- scorpioni
- ragni
- larve
- sangue e testa d’anatra
- testicoli di maiale
Il tutto disposto su un piatto rotante, con scelta casuale.

Reazioni fortissime (e qualcuno non regge)
La scena è stata tutt’altro che semplice.
Tra smorfie, esitazioni e momenti di puro disgusto, alcuni concorrenti hanno fatto fatica anche solo ad avvicinarsi ai piatti.
E in diversi casi la situazione è degenerata: c’è chi ha chiuso gli occhi, chi ha provato a ingoiare velocemente… e chi non ce l’ha fatta.
Chanel Totti si sente male
Il momento più forte riguarda Chanel Totti.
Dopo aver assaggiato uno dei piatti più difficili – i testicoli di maiale – la concorrente ha avuto un malore ed è stata costretta a fermarsi.
La reazione è stata immediata: nausea e vomito davanti alle telecamere.
Una scena che ha colpito il pubblico e che è diventata subito uno dei momenti più discussi della puntata.
Non è solo spettacolo
Questa prova non è una novità nel format.
Da sempre, Pechino Express mette i concorrenti di fronte a culture e tradizioni diverse, anche dal punto di vista culinario.
Ma qui il livello si alza: non è più solo curiosità, ma una vera sfida ai limiti personali.
Il punto che divide il pubblico
Ed è proprio questo il nodo.
C’è chi apprezza il lato “estremo” del programma, considerandolo parte del viaggio e della scoperta.
E chi invece si chiede fino a che punto sia giusto spingersi, soprattutto quando le reazioni diventano così forti.
Una scena che resta
Di certo, questa puntata ha lasciato il segno.
Perché al di là della gara, resta l’immagine di una prova che ha messo davvero in difficoltà i concorrenti.
E una domanda che torna ogni volta: fin dove può arrivare questo tipo di sfida?