“Finché si avranno passioni non si cesserà di scoprire il mondo”.

Su questa frase di Cesare Pavese, Benedetto Roberto Ingoglia, imprenditore siciliano originario di Partanna in provincia di Trapani, attivo nel settore delle energie rinnovabili, ha basato la sua passione per il vino.

La sua cantina, composta da oltre 800 bottiglie accuratamente selezionate, racchiude una grande varietà di vini, provenienti da tutte le regioni di Italia e da importanti cantine internazionali.

Ricette di Primavera: 9 piatti per la tua tavola

Vini

Roberto Ingoglia: quando e dove nasce la passione per il vino

Roberto Ingoglia è nato e cresciuto a Partanna, un piccolo paese della provincia di Trapani, in cui prevalevano attività rurali e ogni famiglia possedeva delle proprietà prevalentemente coltivate a vigneto.

La passione dell’imprenditore risale a quando, sin da ragazzo, aiutava il padre a vinificare nelle botti il vino derivante da un piccolo quantitativo di uve prodotte dai loro terreni, sufficiente per il loro uso familiare.

All’epoca in Sicilia difficilmente si consumava vino in bottiglia.

La lavorazione, pertanto, avveniva da mosto puro senza aggiunte di prodotti chimici, che veniva fatto fermentare naturalmente. In questo modo si raggiungeva una gradazione compresa tra il 15% e il 18% di grado vol.

Dalla passione alla cultura: oltre il vino casalingo delle campagne di Partanna.

Subito dopo il diploma, Benedetto Roberto Ingoglia si dedica alla commercializzazione di prodotti agricoli, in particolare olive e olio (anche quest’ultimo, sua grande passione). Da questo momento inizia, grazie a eventi organizzati dalla Camera di Commercio di Trapani, a girare prima in Europa e poi negli Stati Uniti e Canada, presentando in tante piazze del mondo i prodotti dell’azienda in cui lavorava.

Londra e Berlino le mete principali in Europa, New York, Toronto e Montreal le più ambite oltre continente.

Proprio in queste occasioni Roberto Ingoglia ha modo di comprendere il vero potenziale dei vini italiani, anche se all’epoca (anni 80), gli unici conosciuti e apprezzati all’estero erano i toscani e piemontesi. La Sicilia, nonostante avesse la più importante varietà di vitigni autoctoni, non riusciva ancora ad affermarsi nei vari mercati nazionali e internazionali.

Il cambiamento da ieri a oggi: finalmente la Sicilia produce ed esporta vini di alta qualità in tutto il mondo. Il parere di Roberto Ingoglia a riguardo.

Secondo l’imprenditore di Partanna, il successo dei vini siciliani deriva indubbiamente dal cambio di mentalità dei produttori e delle cantine sociali che, nel corso degli ultimi 30 anni, hanno investito soprattutto in risorse umane, formando e attirando grandi periti agrari ed enologi che hanno saputo traghettare una produzione di uve, mosti e vini da taglio a una produzione di grandi prodotti di eccellenza, sfruttando tutti i fattori climatici e ambientali che solo in Sicilia un vitigno può trovare.

“Se pensiamo a questo territorio, la Sicilia, dal punto di vista “cultivar” può essere considerato alla pari di un intero continente, in quanto presenta sia vigneti accarezzati dalla brezza marina e quindi al livello del mare, quali i terreni in provincia di Trapani, Palermo, Agrigento, Ragusa e Siracusa, sia fantastici vigneti come quelli adiacenti all’Etna, in cui la particolare composizione del terreno e le sostanziali differenze climatiche tra una zona e l’altra del vulcano regalano note di gusto e sentori unici nel proprio genere.” – sostiene Ingoglia.

Non solo vini siciliani: la passione enologica dell’imprenditore di Partanna estesa su tutto il territorio italiano, e non solo

Roberto Ingoglia ama tutti i vini italiani, in particolare i rossi più dei bianchi. Riportiamo le parole dell’imprenditore di Partanna in una recente intervista:

“Negli ultimi anni ho scoperto grandi vini calabresi come il Cirò e il Gaglioppo, per arrivare poi in Campania dove nella zona di Taurasi troviamo un Aglianico importante, ma diverso da quello del Vulture tipico della Basilicata. Pur essendo biotipi della stessa varietà e identità genetica, si differenziano, di poco, nella struttura nel colore rosso rubino tendente al granato che ambedue detengono ma maggiormente più intenso in quest’ultimo, chiaramente ci sono anche dei dettagli particolari che differenziano i due vini anche nel gusto e nel sentore.

Restando in zona possiamo apprezzare il primitivo di Manduria, uno dei principali se non il principale rosso pugliese strutturato e potente molto fruttato e al contempo molto bevibile.

Andando in centro Italia indubbiamente la parte da leone la fanno l’Umbria e la Toscana, la prima con il Sagrantino, un autoctono della zona di Montefalco, uno dei miei rossi preferiti, per la sua consistenza strutturale, alcolico ricco di tannini poderosi, quando lo si assaggia difficilmente si dimentica.

La Toscana insieme al Piemonte sono indubbiamente le regioni con vini e le etichette italiane più famose al mondo, ricchissime di storia vitivinicola. La Toscana con il Sangiovese dal quale traggono origine i migliori Chianti e Brunello di Montalcino, è anche la patria dei migliori Merlot e Cabernet Sauvignon, vini molto tannici e quindi molto strutturati. Il Piemonte con i suoi Barbera, Dolcetto, Nebbiolo, Barbaresco Barolo rappresenta l’eccellenza dei vini italiani nel mondo: difficile non amarli.

Voglio chiudere questa carrellata parlando dei grandi rossi del Veneto, in particolare delle “perle” della Valpolicella, che con il suo omonimo vino la fa da padrona. Corpo delicato e un colore rosso rubino, con una leggera nota sapida. Ottimo per accompagnare le carni rosse.

Per chiudere una grande cena in bellezza rimanendo sempre in Valpolicella, dobbiamo assolutamente parlare dell’unione quasi magica dei vitigni Corvina, Corvinone e Rondinella che danno vita ad uno dei miei preferiti che è l’Amarone.

Mi ricorda la solida struttura dei miei amati Rossi siciliani, ma esalta ancora di più i sentori fruttati che rendono davvero un grande vino, degno di poter competere con i più blasonati Rossi Esteri.

Davvero, l’Italia è una miniera di cultivar che dà vita ad un tripudio di profumi colori e gusti che solo la nostra terra può dare e questo deve renderci orgogliosi e stimolarci a fare sempre più la differenza nel panorama internazionale.

Come ho detto in molte occasioni, sono un appassionato, non mi ritengo un esperto. Ci sono regioni che, come il Molise, conosco poco e sicuramente, essendo un curioso, andrò a scoprire. Altre regioni come Friuli, Lombardia, Alto Adige, Liguria e Val d’Aosta sono invece maggiormente vocate alla produzione di bianchi e bollicine veramente importanti, proprio per questo se ci sarà occasione ne parleremo un’altra volta perché meritano veramente tanta attenzione, magari nella mia cantina degustando dei bianchi eccellenti.”

Così Roberto Ingoglia, il noto imprenditore di Partanna in provincia di Trapani, ci dimostra di essere un grande appassionato e conoscitore di vini.

Clicca qui per seguire Primo Chef su Instagram
Clicca qui per seguire Primo Chef su TikTok
Clicca qui per seguire la nostra pagina Facebook
Clicca qui per entrare nel nostro gruppo
Clicca qui per iscriverti al nostro canale Telegram
Clicca qui per seguire Primo Chef su Twitter

Riproduzione riservata © 2022 - PC

ultimo aggiornamento: 07-03-2022


Cocktail al femminile per festeggiare l’8 marzo: ecco i 10 migliori

Come si usa il termometro da cucina?