Addio bustine di Ketchup e Maionese: cosa cambia al ristorante?
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Stop alle bustine di ketchup e maionese: la rivoluzione green a tavola parte dai condimenti

Bustine di maionese sparse casualmente su una superficie bianca.

Il nuovo regolamento UE sugli imballaggi segna la fine delle monoporzioni in plastica nei ristoranti e negli hotel. Non solo salse: ecco tutto quello che sparirà per ridurre i rifiuti.

Il settore della ristorazione si prepara a un cambiamento epocale. Seguendo la linea tracciata dal Regolamento UE sugli imballaggi e i rifiuti di imballaggio (PPWR), l’Europa ha deciso di dichiarare guerra alla plastica superflua.

Tra i protagonisti di questa trasformazione ci sono le iconiche bustine di ketchup, maionese e senape, che per decenni hanno accompagnato i nostri pasti veloci o i delivery, ma che oggi rappresentano una quota insostenibile di rifiuti non riciclabili.

Cosa dice la normativa UE sugli imballaggi

L’obiettivo di Bruxelles è chiaro: ridurre i rifiuti di imballaggio del 15% entro il 2040. Per farlo, la stretta si è abbattuta su tutti quei formati considerati “evitabili”. Il divieto non colpisce solo la sostanza, ma il modo in cui viene presentata.

Le classiche bustine monouso, difficili da differenziare a causa del mix di plastica e residui alimentari, verranno sostituite da soluzioni ricaricabili o formati più grandi gestiti direttamente dagli esercenti.

Non solo salse: l’elenco di cosa sarà vietato

Il bando non si limita ai condimenti da fast food. La lista degli “osservati speciali” è lunga e coinvolge diversi momenti della nostra giornata fuori casa:

  • Salse e condimenti: stop a ketchup, maionese, olio, aceto e sale in mini-formato.
  • Zucchero e dolcificanti: anche le bustine di zucchero per il caffè sono nel mirino, a favore delle classiche zuccheriere.
  • Prodotti da bagno negli hotel: addio alle mini-taglie di shampoo, bagnoschiuma e lozioni (le famose amenities), sostituite da dispenser ricaricabili a muro.
  • Imballaggi per ortofrutta: divieto di confezionare porzioni di frutta e verdura fresca sotto gli 1,5 kg in plastica, a meno di specifiche necessità di protezione.
Bustine di ketchup distribuite su una superficie di legno.
Bustine di ketchup su uno sfondo di legno. – primochef.it

Come cambierà l’esperienza per chi mangia fuori?

Per chi ama il buon cibo e segue le tendenze di PrimoChef, questo cambiamento non significa rinunciare al gusto, ma evolvere verso un’abitudine più consapevole. Molti locali si stanno già attrezzando con dispenser professionali o servendo le salse in eleganti ciotoline di ceramica o vetro. Questa novità potrebbe persino favorire la qualità: senza il vincolo della lunga conservazione nelle bustine di plastica, i ristoratori potrebbero essere stimolati a offrire salse più fresche o, perché no, preparate artigianalmente seguendo la tradizione.

Un passo verso una gastronomia più consapevole

Sebbene l’addio alle bustine possa sembrare un piccolo sacrificio in termini di comodità, l’impatto ambientale sarà enorme. Ridurre i volumi di plastica prodotta è l’unica via per rendere il settore del food veramente sostenibile. Per i ristoratori, d’altro canto, è un’occasione per ripensare il servizio, puntando su prodotti artigianali e riducendo i costi legati all’acquisto di migliaia di monoporzioni.

Il consiglio di PrimoChef: salse fatte in casa per un gusto plastic-free

Con l’addio definitivo alle monoporzioni, è il momento perfetto per riscoprire il piacere delle salse fatte in casa, ancora più sane, genuine e amiche dell’ambiente. Preparare la ricetta del ketchup fatto in casa è un’ottima alternativa ecologica e gustosa: partendo da ingredienti semplici come passata di pomodoro, aceto di mele e spezie, otterrete un condimento superiore a quello industriale e totalmente privo di imballaggi plastici.

Un piccolo gesto in cucina che fa bene al palato e al pianeta.

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ultimo aggiornamento: 20 Gennaio 2026 16:45

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