Qual è la dieta di Alessia Trost? L’altista italiana classe 1993 alle olimpiadi di Tokyo, dalla bulimia a una dieta equilibrata senza rinunce.

Vive di sport, con il quale è cresciuta negli anni. La sua disciplina è il salto in alto nell’atletica leggera, specialità che presuppone leggerezza in modo da arrivare più in sù possibile e muscolatura asciutta che non intralci i movimenti. Lei è Alessia Trost, e la sua dieta, ha ammesso lei stessa, nasce da equilibrio, sentirsi bene nel proprio corpo e mai privarsi di nulla. Alessia, classe 1993, ha l’atletica nel sangue e, nonostante un periodo difficile nella sua carriera e vita personale è riuscita a rialzarsi fino ad arrivare alle Olimpiadi di Tokyo 2020.

Curiosi di sapere cosa mangia e qual è stato il suo grave problema con il cibo? Scopriamo qualcosa di più sulla sua alimentazione.

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Alessia Trost
Alessia Trost

L’alimentazione di Alessia Trost

Come potete ben immaginare uno sportivo deve, oltre agli allenamenti, controllare in maniera oculata l’alimentazione, soprattutto prima delle gare importanti come può essere l’Olimpiade di Tokyo (dove partecipa l’azzurra Trost). Come ha spiegato lei stessa durante un’intervista a La Gazzetta dello Sport, gli allenamenti settimanali sono circa 10 per lei, che deve non solo avere la giusta forma fisica ma perfezionare il salto in ogni sua sfaccettatura.

Essere longilinea e muscolosa è, per questo, un’essenzialità. Per farlo, con il tempo, Alessia sembra aver trovato il suo equilibrio. La sua, come spiega sempre a La Gazzetta: “è una non dieta (ride, ndr). Il mio modo di mangiare è equilibrato e costante, non prevede eccessi o rinunce. Ho un solo punto debole, la parmigiana”.

Ma non è stato sempre così rosa e fiori il rapporto di Alessia Trost con il cibo, come invece sembra sia sempre stato per il suo collega Gianmarco Tamberi

Il disturbo alimentare dell’atleta: Alessia Trost e la bulimia

Infatti, al Corriere della Sera, afferma di aver sofferto molto in un determinato periodo della sua vita che coincide, più o meno, con la ravvicinata morte della mamma Susanna, a soli 54 anni, e dello storico coach Gianfranco Chessa.

Da quel momento ci è voluto un po’ prima che Alessia si riprendesse e, a Il Corriere confessa: “Ero in un vortice, alimentazione inclusa. La dieta ferrea mi provocava sbalzi d’umore enormi. Ero bulimica: al Mondiale di Londra 2017 pesavo 66,7 chili (Alessia è alta quasi 1,90 ndr), dopo l’eliminazione mangiai 40 fette di torta, vergognandomi come una ladra. Poi ho capito che Alessia giudicava spietatamente l’atleta. Mi sono liberata dell’autismo del saltatore, dal trip di perfezione. Inizia a vivere, mi sono detta, che magari salti meglio“.


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