Il primo quadrimestre del 2021 segna un boom nell’export dei formaggi italiani. Ad apprezzarli in modo particolare sono Usa, Canada e Australia.

L’Italia, quando si tratta di formaggi, non è seconda a nessuno. Forse i cugini francesi avrebbero qualcosa da obiettare a riguardo, ma i dati raccolti nel primo quadrimestre 2021 vanno ad avvalorare la tesi. Non che avessimo bisogno di questo per renderci conto di come l’export dei nostri formaggi sia in continua ascesa, soprattutto verso Stati Uniti e Canada. Di fatto però Clal, la società di consulenza e servizi per il settore lattiero caseario, ce ne ha dato conferma evidenziando un +120% nel solo mese di maggio. Non male per il Bel Paese!

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Forme di formaggio
Forme di formaggio

Export formaggi italiani: un mercato in continua crescita

Secondo Clal, quest’anno le esportazioni verso gli USA sono ammontate a 13.635 tonnellate, registrando una crescita del 120% per il solo mese di maggio 2021. L’Italia quindi si conferma il primo esportatore di formaggi sul mercato statunitense. D’altronde però l’interesse verso il Made in Italy è confermato anche dalla sempre crescente contraffazione, spesso al centro di indagini. Inoltre, sempre nel primo quadrimestre del 2021, l’export verso Australia e Canada ha fatto registrare aumenti che sfiorano il 30% rispetto allo stesso periodo del 2019.

I dati dell’export in Canada sono particolarmente incoraggianti perché segnano un nuovo traguardo dall’entrata in vigore del CETA, l’accordo economico e commerciale tra UE e Canada, avvenuto nel 2017. Secondo il presidente di Confagricoltura, Massimiliano Giansanti, mai come in questo momento è necessario far fare un salto di qualità alla politica commerciale della Unione Europea nell’ottica della sostenibilità ambientale e della protezione delle risorse naturali.

Come proteggere i prodotti Made in Italy

Introdurre un sistema di certificazione ambientale dei prodotti agricoli permetterebbe al Made in Italy di conquistare nuove posizioni sul mercato mondiale. Verrebbero infatti certificate non solo la qualità dei prodotti stessi, ma anche il rispetto di disciplinari di produzione, diritti dei lavoratori, ambiente e benessere degli animali.

Insomma, si lavora davvero in tutte le direzioni per far sì che l’export dei prodotti italiani sia salvaguardato e valorizzato. In fin dei conti noi sappiamo bene il valore di quello che produciamo anche se spesso finiamo col dimenticarlo.


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