Kerry McCarthy, una parlamentare inglese, ha fatto ai suoi connazionali una proposta che sta facendo discutere.

Kerry McCarthy, politica del partito laburista inglese nonché segretario ombra all’Ambiente e all’Agricoltura, ha espresso il suo dissenso nei confronti di chi consuma carne, e ha avviato una campagna di sensibilizzazione per scoraggiare il consumo della carne nel Regno Unito.

La McCarthy ha dichiarato, nel corso di una intervista concessa alla rivista vegana Viva! Life, che la carne deve essere trattata esattamente come il tabacco. Questo non solo perché la produzione di carne comporta il sacrificio di milioni di animali, ma anche perché la carne è nociva, esattamente – o quasi – come è nocivo il tabacco, ossia il fumo delle sigarette.

Kerry McCarthy

La politica inglese non è nuova ad affermazioni del genere: già nel suo ruolo di parlamentare e con il ruolo di vicepresidente della Lega anti-caccia e anti-sport crudeli si era attirata le polemiche da parte degli allevatori impegnati nella produzione di carne da macello.

La parlamentare britannica ha abbracciato il veganesimo 20 anni fa, per grande amore nei confronti degli animali (quindi una scelta etica, oltre che salutista), e già 10 anni prima era diventata vegetariana. Adesso vorrebbe che in Inghilterra sempre più persone rinunciassero al consumo di carne, già considerando il fatto che a livello europeo l’Inghilterra è la nazione dove ci sono più vegetariani. Queste dichiarazioni potrebbero quindi trovare terreno molto fertile tra i britannici. O almeno, ha sottolineato la McCarthy, fare in modo che si possano avere standars più elevati a livello di allevamento:

Ho le mie opinioni personali su ciò che ho scelto di mangiare, ma accetto che abbiamo una industria del bestiame, in questo paese. Quello che voglio è che l’industria abbia i migliori standard per essere sostenibile nonché economicamente sostenibile.

Leggi anche: Crostata vegana alla marmellata di prugne

Fonte foto: Flickr

Il ricettario d’autunno per piatti gustosi e profumati


Di Marchesi ce n’è uno

Sale, il consumo dipende anche dalle condizioni socio-economiche