Uno studio americano chiarisce quali sono le migliori padelle per cucinare valutando il parere di medici, scienziati e chef.

Fino a qualche tempo fa in commercio non c’erano così tanti materiali per la cucina, basta pensare a ciò che utilizzavano le nostre nonne e mamme per rendersene conto. Oggi a farla da padrone sono le padelle antiaderenti perché permettono di preparare le pietanze senza correre il rischio che i cibi si attacchino. Comode, è vero, ma sono anche sicure? E quali sono le migliori padelle tra cui scegliere?

Padelle e pentole
Padelle e pentole

Quali sono le padelle migliori per cucinare?

Per rispondere a questa domanda, la rivista americana Discover ha interpellato un nutrito gruppo di esperti, tra cui chef, scienziati e medici endocrinologi ed è giunta a diverse conclusioni. Vediamo quali sono le padelle più sicure secondo la scienza.

Padelle antiaderenti

Le padelle antiaderenti sono, come accennato all’inizio, tra le più apprezzate. Il rivestimento che le ricopre internamente, noto come Teflon, è una miscela di resine sintetiche il cui nome scientifico è politetrafluoroetilene o PTFE. Alla base di questa sostanza sono i tanto discussi PFOA, sostanze chimiche considerate interferenti endocrini.

L’endocrinologa Suzanne Fenton afferma però che ingerire accidentalmente queste sostanze (per via di padelle danneggiate), non è pericoloso. Questi materiali lo diventano se sottoposti ad elevate temperature perché le molecole che li compongono tendono a rompersi creando fumi dannosi.

Secondo il parere di alcuni chef, le padelle antiaderenti possono essere utilizzare per cuocere a temperature non troppo elevate alimenti che altrimenti si attaccherebbero. Da evitare invece per la cotture ad alte temperature.

Padelle in pietra

Pentole e padelle in pietra per eccellenza sono quelle in pietra ollare. Il loro utilizzo però, complici peso e costo elevato, è ormai passato di moda. A sostituirle sono arrivate quelle in simil pietra, che ogni marchio chiama con nomi diversi. In realtà però non si tratta di padelle interamente composte da pietra, utilizzata solo per gli ultimi strati del riferimento.

Essendo materiali relativamente recenti, anche in questo caso non ci sono studi specifici che ne attestino la sicurezza. Di fatto però sono nella maggioranza dei casi senza nichel e PFOA e perfette per le cotture lunghe e per la preparazione dei sughi.

Padella in rame e ceramica

Le padelle in rame sono quelle preferite dagli chef per via dell’elevata conduttività termica. Di contro però, se fatte unicamente di rame non solo sono molto costose, ma possono anche nuocere alla salute (soprattutto dei bambini) reagendo a contatto con ingredienti acidi. Per questo motivo pentole e padelle di rame vengono solitamente rivestite con lo stagno che, per mantenerne la sicurezza, non deve mai essere scheggiato.

Anche delle padelle in ceramica si sa poco perché è una tecnologia relativamente recente. Spesso preferite a quelle antiaderenti perché considerate più sane, risultano essere molto delicate e anche queste difficilmente sono interamente in ceramica. Di solito infatti si compongono da una base di metallo rivestita con una miscela di resine (che spesso contiene silicio).

Questa tipologia di pentole è perfetta per le cotture di tutti i giorni, dalla carne al pesce, passando per le verdure.

Padella in acciaio

Durevoli e resistenti, sono tra le più utilizzate dopo quelle antiaderenti. Si dividono in pentole in acciaio inossidabile e in acciaio al carbonio. Nella composizione delle prime rientrano anche cromo o nichel, oltre a un’anima di alluminio o rame per aumentarne la conduttività. Quelle al carbonio nell’aspetto somigliano di più a padelle in ghisa e, a differenza delle precedenti, non possono essere messe in lavastoviglie.

Pratiche, e in linea di massima economiche, sono pentole che e si prestano pressoché a tutte le cotture. Un piccolo consiglio: fato solo attenzione ai cibi, potrebbero attaccarsi.

Pentole in alluminio

Anche questa tipologia è molto apprezzata dagli chef, ma spesso al centro di studi e polemiche. Oggetto di indagine è soprattutto il legame tra il rilascio di alluminio nei cibi e l’insorgere dell’Alzheimer che però non ha ancora trovato conferme né smentite.

A differenza delle tipologie precedenti, le padelle in alluminio tendono a raffreddarsi piuttosto velocemente e non possono andare in lavastoviglie. Di contro, hanno un’ottima conducibilità termica, perfetta per le cotture più particolari.

La conclusione dello studio è che non esistono pentole e padelle sicure al 100% o tali da poter essere definite in assoluto le migliori. Tutto dipende dall’utilizzo che se ne fa e dalla cura che gli si dedica.


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