Anche quando siamo a pranzo o a cena, la scaramanzia non ci abbandona. Ecco quali sono le più famose superstizioni a tavola e le loro origini.

Chi tra voi è scaramantico, alzi la mano! Coloro che ricercano la fortuna anche nei più piccoli dettagli sono tanti. L’essere scaramantici non ci abbandona mai, nemmeno quando siamo seduti a pranzo o a cena. Avrete sicuramente sentito parlare di alcune superstizioni a tavola, come il tanto temuto olio che si rovescia. Secondo antiche credenze, questo e altri gesti a tavola possono essere fonte di sfortuna. Raccogliamo, quindi, le più famose superstizioni legate al cibo e cerchiamo di spiegarne i motivi.

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Superstizioni a tavola
Superstizioni a tavola

Quali sono le superstizioni a tavola?

Cominciamo dalla superstizione più celebre: il pane capovolto. Non bisogna mai metterlo sottosopra per due motivi: può essere irrispettoso per gli altri commensali ed è portatore di sventura. Una delle due spiegazioni per questo divieto è di carattere religioso. Essendo il pane simbolo del corpo di Cristo, non può essere poggiato o passato capovolto. Un’altra spiegazione è storica e arriva dalla Francia del Medioevo. In questo periodo, i fornai pensarono di passare il pane sottosopra quando lo vendevano ai boia, che svolgevano un lavoro giudicato negativamente, ovvero ghigliottinare le povere persone. Attraverso questo gesto, i fornai esprimevano disprezzo verso questi acquirenti.

Un’altra antichissima superstizione è legata all’olio rovesciato. Questa ha origini, addirittura, nel 3.500 a.C. Già in tempi passati, l’olio era considerato un prodotto molto prezioso, perché produrlo richiedeva molti sforzi. Tuttavia, i contadini lo producevano per i proprietari terrieri, tenendo per sé soltanto gli avanzi. Per questo motivo, l’olio rovesciato a terra sarebbe segno di sventura e molto peggio è quando cade sulla tavola. Il rimedio per evitare di attirare la sfortuna, però, consiste nel prendere un po’ di sale e buttarselo alle spalle.

Anche passare di mano in mano il sale può essere rischioso. Nella Bibbia, infatti, Giuda fa cadere il sale mentre cerca di passarlo a un commensale. Il gesto viene ricondotto alla sua figura, legata a sua volta alla sciagura caratterizzata dal tradimento contro Gesù. Per questo motivo, è meglio posare il barattolo di sale sulla tavola, accanto a chi lo richiede, piuttosto che passarlo in mano.

La scelta di non essere mai in 13 a tavola deriva da un’antica leggenda, secondo cui Loki, il dio della discordia, arrivò a un banchetto – al quale non era stato invitato – piazzandosi come tredicesimo commensale. A questo, seguì un conflitto che portò alla morte di uno dei partecipanti. Successivamente, anche il Cristianesimo ha adottato questa superstizione, perché all’ultima cena vi erano 13 persone e una di loro morì poco dopo. Così, essere tredici a tavola può essere presagio di una grande sventura.

Dall’antica Roma, deriva la credenza legata al versare acqua e vino con il dorso della mano rivolto al bicchiere. In passato, venivano usati anelli concavi che potevano contenere veleno. In alcuni casi, i commensali usavano lo stratagemma di versare la bevanda ruotando il dorso verso il basso, così da far aprire l’anello e versare il siero nel bicchiere del rivale, senza essere visti. Nel tempo, si è vietato questo gesto, riconoscendo quello di versare acqua e vino con il dorso rivolto verso l’alto come gesto di convivenza.

Cosa fare a tavola (o non fare) contro le superstizioni

Una delle superstizioni a tavola più diffuse è quella delle posate incrociate. La credenza arriva dai banchetti fatti a corte in tempi passati, che erano spesso seguiti da furiose litigate tra i commensali. Incrociare le posate, quindi, è visto come presagio di discussioni.

A qualsiasi ora terminiate di cenare, ricordate di togliere la tovaglia bianca. Un’antica credenza prevede di non lasciarla mai durante la notte, perché segno di una grande sventura. Essa, infatti, può essere un richiamo al lenzuolo funebre e rifugio di fantasmi.

Legato a una credenza medioevale è il gesto di guardarsi negli occhi mentre si brinda. Questo è visto come simbolo di onestà verso l’altro perché, in tempi antichi, chi avvelenava la bevanda del proprio rivale era solito guardare i bicchieri.

Per preservare la vostra vita sentimentale e perseguire il sogno di convolare a nozze, non sedete mai agli angoli. Tenere un piede tra le gambe del tavolo, infatti, è inteso come metafora di una vita sentimentale bloccata.

Anche rovesciare il vino a tavola è segno di sfortuna. Un rimedio, però, c’è. Vi basta intingere il dito nel liquido rosso e bagnarvi il retro del collo, per convertire gli anni di sventura in anni di grazia.

Terminiamo con una superstizione molto positiva. Secondo una lunga tradizione, quando assaggiate una primizia, ovvero il primo frutto o ortaggio della stagione, dovete esprimere un desiderio. Questo gesto è considerato di buon auspicio.

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ultimo aggiornamento: 02-11-2021


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