Come da tradizione centenaria, nel giorno di Sant’Ambrogio Milano si riempie di bancarelle e golosità per la fiera degli Oh Bej! Oh Bej!.

Manca sempre meno all’evento della stagione fredda più atteso dai milanesi (e non solo), capace come nessun altro di inaugurare il periodo delle feste e di portare con sè la frizzante atmosfera natalizia. Che sia per cercare il regalo di Natale più giusto, che sia per fare un tuffo nel passato tra oggetti d’epoca e stampe antiche, o che sia per gustare il tradizionale e goloso cibo venduto nei banchetti, un giro agli Oh Bej! Oh Bej! è d’obbligo per chi si trova nel capoluogo lombardo nei giorni del ponte di Sant’Ambrogio. Vediamo insieme tutti i dettagli della fiera per il 2023.

Quando e dove si terranno i tradizionali mercatini di Milano

Oh Bej! Oh Bej! - Milano
Oh Bej! Oh Bej! – Milano

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La città di Milano si appresta ad accogliere le centinaia di espositori e le migliaia di turisti che ogni anno accorrono da tutta Italia per la storica manifestazione, a partire dal giorno di Sant’Ambrogio, ossia il 7 dicembre – come da tradizione – festività che nel 2023 cade di giovedì. Bancarelle e stand rimarranno poi allestite fino alla giornata di domenica 10 dicembre, con orari che andranno indicativamente dalle 8.30 del mattino alle 21.00 di sera.

Se la location più longeva ha visto per più di un secolo la fiera organizzata in piazza Sant’Ambrogio, dal 2006 questa è stata spostata nelle vie intorno al Castello Sforzesco e al Parco Sempione, rispettivamente emblema dell’epoca ducale e cuore verde della città, mantenendo tuttavia intatto lo spirito che porta con sè.

Cosa si può trovare agli Oh Bej! Oh Bej!

Come dicevamo, numerosissimi saranno i venditori presenti anche in questa edizione della storica festa meneghina. Si formerà così un lungo percorso di bancarelle e stand, dove saranno esposti tantissimi prodotti caratteristici, tra manufatti artigianali, articoli usati e vintage rivenduti da rigattieri, fiori, vecchi macchinari d’epoca perfettamente conservati, giocattoli, stampe, fotografie e libri antichi o più recenti.

Oltre a ciò, protagonista dei mercatini che aprono il periodo natalizio sarà ovviamente il cibo. Per i più golosi, non mancheranno dolci a volontà: caramelle di ogni sorta, frutta candita, biscotti, zucchero filato, miele e frittelle colme di zucchero coloreranno le stradine intorno alla fortezza rinascimentale. Ricordiamo poi, per restare in tema, che anche quest’anno, le pasticcerie di Milano aderiscono all’iniziativa del “panettone sospeso”, per donare il tipico dolce delle feste a chi non può permetterselo.

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Tornando ai mercatini, sarà inoltre possibile gustare una pannocchia arrostita oppure un classico panino con la porchetta o con la salamella, da accompagnare con una bibita o una birra. E, immancabili, le caldarroste saranno vendute in tutti gli angoli della fiera, anche nella versione dei firunatt o firòn, ossia lunghe “collane” formate da castagne affumicate bagnate di vino bianco, che si trovano solo in questa manifestazione.

caldarroste in padella castagnari

La storia della fiera milanese

Quella di cui stiamo parlando non è una semplice fiera invernale, ma rappresenta una delle tradizioni più antiche per la città di Milano. Organizzata in concomitanza con la festa del santo patrono, viene fatta risalire alla fine del 1200, anche se nella sua configurazione di mercatino e vetrina di prodotti di ogni tipo deve probabilmente le sue origini ad un particolare episodio accaduto nel 1510.

In quell’anno, e proprio nel giorno di Sant’Ambrogio, un certo Giannetto Castiglione, primo Gran Maestro dell’Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro, era stato mandato nella città lombarda da Papa Pio IV per ridestare la fede dei milanesi nei due santi. Per attirare le simpatie dei cittadini, pensò di fare il suo ingresso con tanti regali, contenenti giochi e golosità per tutti. Fu proprio dall’esclamazione dei bambini alla vista dei doni – “oh bej! oh bej!” significa “oh belli! oh belli!” – che si dice sia nato il nome della festa.

Da quel momento, i giorni di dicembre tra il santo patrono e l’Immacolata diventarono il teatro per un vero e proprio mercatino, dove si potevano trovare i più svariati oggetti, e soprattutto prelibatezze come le mostarde e le castagne, vendute ancora oggi.

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ultimo aggiornamento: 28-11-2023


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