Un ristorante romano vieta l’ingresso ai bambini sotto i 5 anni e, nonostante le polemiche, i clienti aumentano

Vietato l’ingresso ai bambini sotto i 5 anni: succede a Roma nel Ristorante La Fraschetta del Pesce, dove il cartello fa discutere da giorni. Il foglio con il divieto però, esiste da due anni, anche se solo oggi fa discutere; intervistato da Vanity Fair, il proprietario ha spiegato che ha dovuto prendere questa decisione perchè non riusciva più a lavorare e da quel momento i clienti sarebbero raddoppiati. “Io ce l’ho da due anni questo cartello, e fino a questo momento nessuno aveva avuto da ridire. Forse potrebbe essere per via di una cliente dello scorso fine settimana: aveva bambini e non l’ho lasciata entrare, se l’è presa. Probabile sia stata lei ad avvisare la stampa. In ogni caso sia chiaro che non è opera mia: non l’ho fatto sapere io perché non ho bisogno di pubblicità, di far conoscere a tutti il mio ristorante. I clienti per fortuna non mi mancano. Anzi, dopo aver messo il cartello sono raddoppiati”. Il problema, secondo il ristoratore, sta nel fatto che i genitori di oggi non sanno educare i figli a stare composti e a comportarsi adeguatamente nei posti pubblici, disturbando, in questo caso, lo staff di lavoratori e la clientela. “Anzitutto ho un ristorante piccolo, da 100 persone, che non mi consente di occupare spazio con bambini e passeggini. Non ne potevo più di lavorare facendo lo slalom tra i tavoli e i soprattutto non ne potevo più di bambini urlanti che correvano per la sala. La goccia che ha fatto traboccare il vaso è stata una sera con 5 bambini che urlavano, sgattaiolavano tra i tavoli e si lanciavano tovaglioli e posate mentre i loro genitori non dicevano nulla.”Mica posso legarli?” mi ha risposto una madre quando ho chiesto aiuto. Da lì ho deciso: basta bambini sotto i 5 anni nel mio ristorante, perché i genitori di oggi non li sanno educare.” 

Questione di educazione

Le idee del ristoratore sono comprensibili: lui non se la prende assolutamente con i bambini, ma con i genitori che non saprebbero gestirli in un luogo in cui ci sarebbero delle regole e altre persone da rispettare.

Sui social si è aperto un enorme dibattito in proposito e c’è chi è d’accordo con il ristoratore e chi invece lamenta una discriminazione da parte suo.

Il proprietario del ristorante però, ha deciso di tutelarsi con un legale ed ha ammesso che ognuno nel proprio ristorante dovrebbe essere libero di mettere le regole che vuole, nei limiti della legge, ovviamente.

“Chi critica ora e racconta che non verrà mai a mangiare da me, non lo avrebbe comunque fatto vedendo il cartello. Perché adesso dovrei preoccuparmi delle polemiche? E soprattutto, venendo incontro a tanti clienti che mostrano di apprezzare, dopo aver fatto la guerra alla maleducazione per due anni, perché dovrei smettere ora?”

Il ricettario d’autunno per piatti gustosi e profumati


Microonde: gli utilizzi che non avreste mai immaginato

Da P.E.I. in arrivo due nuovi prodotti in edicola dal 15 gennaio