Cervello attivo e in forma? Sì alle verdure a foglia verde

Un cervello attivo, in forma e bello “scoppiettante”? Anche l’alimentazione può avere un’influenza positiva in questo senso.

Non dobbiamo mirare solo a un corpo sano e tonico, ma anche a un cervello attivo e scoppiettante di salute.

Quando si parla di alimentazione corretta e di salute a tavola si fa spesso riferimento ai vari organi come cuore, stomaco, intestino e pelle, oltre che associarla al peso ideale: ma a beneficiare di un regime salutare è ovviamente anche il cervello.

Se amate gli spinaci, i vari tipi di insalata e anche il cavolo nero e tutto il resto della famiglia (amata e odiata) delle crucifere, sappiate che siete sulla strada giusta per garantire la salute al cervello; o, perlomeno, per ritardare alcune delle patologie degenerative in cui è possibile incorrere, andando avanti con l’età.

Difatti si è scoperto ormai da qualche tempo che le verdure a foglia verde e appartenenti alla famiglia dei cavoli, dei broccoli ecc., possono realmente andare a contrastare l’insorgenza di malattie che portano alla degenerazione cerebrale e al declino cognitivo. Purtroppo si tratta di malattie da cui non si torna indietro, ovvero irreversibile, per cui è sempre bene cercare di aiutarci da soli, anche con l’alimentazione (tenendo conto che, purtroppo, spesso è colpa della genetica, e non possiamo farci nulla).

Per una dieta del “cervello attivo” e in forma, cominciamo, per esempio, con gli spinaci. Sfatato il mito della loro grande quantità di ferro, gli spinaci riescono invece ad apportare una buona quantità di vitamina C e beta-carotene, che hanno l’effetto di contrastare gli effetti neuro-degenerativi dei radicali liberi e che, come dimostrato da un esperimento sui topi, riducono i danni al cervello derivati da un limitato afflusso di sangue.

Per quanto riguarda la famiglia delle crucifere, quindi cavolo nero, broccoli, cavoletti, cavolfiore, è potentissima la loro funzione antiossidante. Le loro vitamine A, C, K ed E e il contenuto di selenio fanno decrescere il rischio di incappare nell’ictus; e non solo, perché contrastano il naturale stress ossidativo e hanno un’influenza positiva sulla funzione cognitiva, oltre a limitare il rischio di infiammazioni.

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ultimo aggiornamento: 26-06-2016

Caterina Saracino

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