Se vi siete sempre chiesti come nasce un tappo di sughero, ecco tutta la sua affascinante storia lunga oltre 50 anni.

Sono in pochi a dare la giusta importanza al tappo di sughero eppure è proprio grazie a lui se le più pregiate bottiglie di vino possono conservarsi perfettamente così a lungo. Scoprire come nasce un tappo di sughero è un viaggio davvero affascinante che parte da una pianta di quercia e arriva sulle nostre tavole. Pensate che ci vogliono 50 anni prima che queste piante inizino a produrre sughero adatto alla realizzazione dei tappi! Ma ora basta con le anticipazioni, scopriamo tutto quello che c’è da sapere sui tappi di sughero per vino.

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Tappi di sughero
Tappi di sughero

Come nasce un tappo di sughero

Il tappo di sughero si ottiene dalla corteccia della quercia da sughero, Quercus suber, coltivata nel bacino del mediterraneo. Il più grande produttore di sughero a livello mondiale è il Portogallo (con il 60%), seguito a ruota da Spagna e Italia. Pensate che la produzione di questo tanto semplice quanto complesso oggetto richiede oltre 50 anni: tanto deve passare infatti dalla nascita della pianta prima che produca sughero adatto a questo utilizzo.

Quercia da sughero
Quercia da sughero

Della quercia si utilizza però solo la corteccia. La rimozione di quest’ultima può avvenire unicamente a mano così da evitare di compromettere la salute della pianta e dopo la prima decorticazione attorno ai 15-20 anni, occorrerà attendere la terza prima di ottenere il giusto materiale. Tenendo conto che tra un’operazione e l’altra passano mediamente 9 anni, si capisce facilmente come si arriva a 50.

Corteccia da sughero
Corteccia da sughero

Appena raccolto il sughero viene sottoposto a bollitura. Questa operazione lo rende più malleabile ma contribuisce anche a disinfettare e pulire il materiale. Il passaggio successivo è la pressatura a cui segue una prima selezione qualitativa. Solo le cortecce migliori infatti sono destinate a diventare tappi di prima qualità, con le altre si producono altri oggetti oppure i tappi cosiddetti tecnici.

Con il carotaggio si ottiene poi una prima forma grezza dei tappi. Sarà infatti un’ultima accurata cernita a selezionare i migliori, destinati a chiudere le più pregiate bottiglie di vino. La composizione del tappo di sughero quindi è molto semplice, ma è proprio in questa sua naturalezza che risiedono tutte le sue qualità.

Perché si usa il tappo di sughero per il vino?

Una volta scoperto quanta fatica e quanto lavoro stanno dietro un tappo di sughero è naturale chiedersi il perché venga ancora utilizzato. Certo, al giorno d’oggi non è raro trovare bottiglie con tappi sintetici o di plastica ma quando si maneggiano bottiglie di qualità, il sughero è l’unico materiale consentito.

I motivi sono piuttosto semplici. Innanzitutto è un materiale naturale che ben si adatta al collo della bottiglia (una curiosità: i tappi a fungo in origine sono dei normali tappi cilindrici). In secondo luogo questo materiale favorisce gli scambi gassosi fra bottiglia e ambiente esterno, impedendo al vino di ossidarsi. Infine, l’impermeabilità del materiale consente al vino di penetrare solo per pochi millimetri.

Insomma, i tappi di sughero sono un vero e proprio patrimonio, soprattutto visto la richiesta sempre maggiore del mercato. Se vi domandate come conservare i tappi di sughero sappiate che gli odori sono il più grande pericolo poiché rischiano di impregnarsene. Attenzione anche all’umidità e alle temperature superiori ai 20°C. Ora siete esperti in questo campo e potete anche scoprire qualche idea per lavoretti con tappi di sughero.

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ultimo aggiornamento: 20-01-2022


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