Padiglione del Vino –  a Taste of Italy – 1400 etichette e tante degustazioni.

Il Padiglione del Vino, progettato dall’architetto Italo Rota ed organizzato da VeronaFiere, che porta a Expo l’esperienza di una manifestazione con oltre cinquant’anni di storia come Vinitaly, ha avuto la sua inaugurazione ufficiale il 23 maggio: i visitatori potranno scegliere cosa degustare tra 1400 etichette attraverso un “percorso emozionale, uno strumento di divulgazione attraverso i cinque sensi”, ha dichiarato il Ministro per le politiche agricole ed ambientali con delega ad Expo Maurizio Martina, presente alla cerimonia inaugurale.

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L’installazione occupa uno spazio di duemila metri quadrati ed ha l’obiettivo di diffondere e raccontare la storia del vino italiano attraverso un percorso emozionale, sensoriale e in ultimo degustativo  nell’Enoteca “Biblioteca del Vino” posta al primo piano dove si può accedere acquistando una card da 10 euro che offre la possibilità di degustare tre bicchieri di vino a scelta suggeriti da un sommelier e provenienti dalle cantine di tutta Italia.

“La realizzazione di questo spazio ha costituito una vera e propria sfida per il mio Ministero” afferma Maurizio Martina “soprattutto per l’importanza di riuscire a trasmettere, in un modo non banale, la storia e la tradizione del vino italiano.” Lo spazio al piano terra è stato pensato come un percorso didattico che attraverso reperti antichi, citazioni classiche o fumetti animati racconta la storia della viticoltura italiana, in un viaggio sensoriale ideato per esaltare i colori e i profumi della bevanda che più di ogni altra ci rappresenta nel mondo e che conta più di 594 vitigni di cui 544 autoctoni.

Nel padiglione il vino è declinato in tre lingue, italiano per raccontare il passato, inglese perché è la lingua dell’esportazione e cinese perché anche il mercato del vino guarda all’Oriente. “Guardiamo ai mercati emergenti, in particolare alla Cina e all’Asia nel suo complesso – ha detto all’inaugurazione del padiglione il direttore generale di Veronafiere, Giovanni Mantovani – In questi Paesi l’export italiano rappresenta ancora una percentuale troppo bassa rispetto alle potenzialità del comparto, quindi proprio lì si può crescere molto, con tante azioni non solo di promozione, ma anche di sviluppo di relazioni e di capacità nuove come quella dell’e-commerce”.


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