Il frigorifero è stata una delle invenzione più brillanti e rivoluzionarie del boom economico, ma come si faceva prima a conservare i cibi?

Avere un frigorifero, se non di più, in casa, ormai è la normalità, ma per quanto possa essere un elettrodomestico ormai scontato e di uso comune, ci sono voluti molti secoli per riuscire ad inventarlo, e prima la conservazione del cibo non era per nulla facile. Già dalla preistoria era chiara l’idea che per conservare al meglio il cibo bisognava congelarlo e all’epoca si usavano la neve e il ghiaccio presenti nel territorio. Con l’andare dei secoli si iniziarono a creare delle sorte di magazzini, chiamati neviere, riempiti di ghiaccio e neve. Nel Rinascimento si iniziò a diffondere, soprattutto negli edifici dei nobili, la necessità di avere stanze adibite a ghiacciaie e cantine. La svolta arrivò nell’ ‘800 quando dall’Inghilterra iniziarono a diffondersi i primi stabilimenti per la produzione di ghiaccio industriale. Il primo frigorifero domestico con sistema di compressione fu realizzato da Jacob Perkins nel 1834

L’avvento del frigorifero negli anni ’50

Negli anni la tecnologia fece passi da gigante e dopo il boom economico degli anni ’50 il frigorifero divenne un elettrodomestico di uso comune, presente in tutte le casa, facilitando nettamente la vita delle persone.

I primi frighi furono prodotti da industrie metalmeccaniche come General Motor, Fiat e Bosh, ma avevano prezzi ancora troppo elevati, fino a che due scienziati nel 1974, Sherwood Rowland e Mario Molina, spiegarono che l’industria del freddo doveva cambiare i gas utilizzati, troppo nocivi per il buco dell’ozono.

Dopo il protocollo di Kyoto così, le industrie produttrici di frigoriferi, cercarono di cambiare in meglio, ancora una volta il metodo di raffreddamento.

Oggi, il frigorifero è accessibile a tutti, ma la ricerca sta continuando per ottenere elettrodomestici sempre più performanti e meno inquinanti.

Fonte foto: pixabay

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