Sprechi alimentari: cosa sono e come ridurli

222 mila tonnellate di cibo vengono sprecate ogni anno. Vediamo di capire come e perché

Sentiamo spesso parlare di sprechi alimentari, ma sappiamo davvero cosa sono e a cosa sono dovuti? Scopriamolo insieme e vediamo come ridurli.

Con il termine sprechi alimentari si intende qualcosa di molto generico. Non ci si limita infatti a riferirsi a quanto buttiamo quotidianamente nelle nostre case, ma anche a tutti gli scarti lungo la filiera della produzione, senza trascurare quelli che avvengono nei locali e nei supermercati.

Insomma, gli sprechi alimentari sono un problema enorme che affligge il nostro pianeta. Il fenomeno è più diffuso nei paesi industrializzati, ma anche in quelli più poveri a livelli diversi di produzione, si associano sprechi.

Quanto cibo sprechiamo?

L’Europa, essendo tra i paesi industrializzati, spreca ogni anno 180 kg di cibo pro-capite. L’Italia, con i suoi 149 kg pro capite, si posiziona leggermente al di sotto della media. I dati, raccolti in uno studio condotto dalla FAO tra il 2010 e il 2011 hanno però risentito del periodo di recessione che stiamo attraversando e che ha portato gli italiani a ridurre lo spreco di cibo.

Si è stimato che lo spreco annuo di cibo, pari a circa 222 mila tonnellate, basterebbe da solo a sfamare l’intera popolazione dell’Africa Subsahariana.

supermercato: sprechi alimentari
Fonte foto: https://pixabay.com/it/supermercato-bancarelle-949913/

Spreco alimentare: a cosa è dovuto

Contrariamente a quanto si possa pensare, lo spreco alimentare non è inteso solo per il prodotto finito. Durante tutto il processo produttivo si generano delle eccedenze che sono tanto maggiori quando meno sviluppato è il paese che se ne occupa.

Tutti quegli alimenti che vengono prodotti nelle zone più povere del pianeta (per esempio frutta, caffè, the e molto altro), sono soggette a grandi sprechi principalmente per la cattiva gestione non solo dei terreni di coltivazione, ma anche del processo di stoccaggio. In queste fasi, temperature errate e luoghi non idonei portano a sprechi consistenti di materie prime.

Anche il trasporto può danneggiare irrimediabilmente il raccolto che una volta arrivato nei paesi di destinazione viene ulteriormente selezionato in modo da presentare al consumatore solo prodotti di bell’aspetto.

Come se ciò non bastasse, l’economia ci spinge ad acquistare sempre prodotti in eccedenza che una volta arrivati nelle nostre case sono destinati a marcire per cattiva conservazione e per mancato consumo.

Cosa possiamo fare per ridurre gli sprechi alimentari?

Non potendo intervenire direttamente sulle prime fasi della produzione, limitiamoci a fare quanto è in nostro potere per non sprecare i prodotti finiti.

Sarebbe opportuno acquistare da piccoli produttori locali, magari inserendosi in qualche G.A.S. (gruppi di acquisto solidale), e optare unicamente per ingredienti di stagione. Fate sempre la lista della spesa prima di andare al supermercato, così da acquistare solo quanto vi serve realmente, e non lasciatevi ammaliare dalle offerte.

Evitate inoltre di servire grandi porzioni di cibo, che poi andrebbero buttate, e imparate dalle nonne qualche ricetta del riciclo. È incredibile quanto è facile trasformare della pasta o del riso avanzati in una golosa frittata, oppure della carne in polpette. Se però non amate rimaneggiare i piatti, una sera alla settimana mettete in tavola gli avanzi, come se fosse un buffet: renderete il tutto simpatico e contribuirete anche voi a salvare il pianeta.

Fonte foto: https://pixabay.com/it/supermercato-bancarelle-949913/

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ultimo aggiornamento: 23-02-2019

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