La Fiera Nazionale del Tartufo Bianco di Acqualagna annovera una storia di successo in continua crescita.

La secolare tradizione di ricerca, produzione e vendita del tartufo in Acqualagna fa sì che il suo mercato sia il luogo di incontro privilegiato per la promozione e la commercializzazione sia a livello nazionale sia internazionale. Acqualagna è sede di raccolta dei 2/3 dell’intera produzione nazionale del prezioso tubero, con circa 600 quintali di tartufo di tutti i tipi.

L’edizione 2015 – 25.31 ottobre, 1‐2‐7‐8‐14‐15 novembre 2015 – sarà un evento speciale per il quale sono in programma diversi appuntamenti d’eccezione per celebrare il 50^ anniversario di questa fiera. Tra i vari progetti vi sono la realizzazione di una pubblicazione che ricordi i momenti più importanti delle cinquanta edizioni della Fiera Nazionale del Tartufo e in modo particolare l’istituzione del “Premio Enrico Mattei“ da assegnare ad un imprenditore marchigiano che ha proiettato la sua impresa ad una dimensione internazionale.

CELEBRANDO LA 50^ EDIZIONE…CENNI STORICI SUL MERCATO DEL TARTUFO

Sin dai tempi antichi Acqualagna ha vantato una posizione di snodo commerciale, favorevole agli scambi sulla via Flaminia, quindi una vocazione al commercio legata ai suoi prodotti, alla terra, e non a caso partendo da queste premesse il centro storico di Acqualagna trova la sua identità non in monumenti o grandi opere architettoniche ma per essere stata la sede del più intenso e attivo mercato dei tartufi d’Italia con un volume di affari che già negli anni ‘70 superava la stessa città Piemontese di Alba.

Nei mercati che si tenevano nelle giornate di giovedì e domenica, da ottobre a marzo, il caratteristico odore di tartufo inebriava le vie del centro. I tartufai, vale a dire i cercatori, sono gli eroi di quelle giornate: con le pesanti giacche di velluto, con gli stivali infangati, con la tipica vanghetta o “ruscella” a tracolla, con il cane alla corda, si fermano a guardare, a vociare, a contrattare . Dal saccapane i tartufi vengono fatti rotolare sui tavoli dei commercianti che vengono in Acqualagna da ogni parte d’Italia. Si valuta, si contratta, si vende.

Da oltre un secolo è così: l’Italia non era ancora unita e già Acqualagna era il più fiorente mercato dei tartufi.

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