Ecco come fare i taralli, uno sfizio da concedersi in ogni momento della giornata o da servire come aperitivo con salumi e formaggi.
I taralli sono una vera istituzione al sud, in particolare in Puglia dove sono nati, ma sono più che graditi e largamente diffusi in ogni regione del nostro Paese. Preparati con pochissimi ingredienti, sono uno snack croccante e gustoso, ideale da mangiare da solo o in accompagnamento a formaggi, salumi o verdure grigliate.
Prepararli non è difficile, solo un po’ lungo. La ricetta tradizionale infatti prevede che vengano impastati con olio e vino bianco, una combo fondamentale per ottenerli leggeri e friabili. Inoltre, un’altra particolarità dei taralli pugliesi, è la doppia cottura: prima vanno fatti bollire in acqua e poi vanno cotti in forno.
I taralli poi si prestano benissimo a essere aromatizzati nelle maniere più disparate. La più diffusa è senza dubbio quella con i semi di finocchio, ma sono ottimi anche con il pepe o il peperoncino, alla cipolla o, perché no, con curcuma e zenzero. Dal momento che gli aromi si aggiungono quando l’impasto ha preso corpo, in una sola volta potete realizzarli in più gusti.
Siete pronti per iniziare? Ecco tutti i segreti per preparare dei taralli salati perfetti!

Ingredienti
Per i taralli
- Farina 0 – 250 g
- Vino bianco secco – 100 ml
- Olio extravergine di oliva – 60 g
- Sale fino – 6 g
Preparazione
Taralli pugliesi
Unite in una ciotola la farina e il sale e date una mescolata veloce. Incorporate quindi olio e vino bianco. Potete impastare a mano, con la planetaria munita di gancio oppure in un mixer, forse il più adatto vista la consistenza compatta dell’impasto.
Lavorate l’impasto per una decina di minuti quindi fatelo riposare a temperatura ambiente per circa mezz’ora coprendolo con della pellicola.
Staccate poi delle porzioni di impasto da 15 g l’una e lavoratele a formare un cordoncino da 12 cm. Chiudete ad anello premendo bene il punto di giunzione e, mano a mano che sono pronti, posizionateli su una teglia rivestita di carta forno.
Portate a bollore una pentola colma di acqua quindi tuffate i taralli una manciata alla volta (non tutti insieme). Mano a mano che vengono a galla, prelevateli con una schiumarola e trasferiteli su un panno di cotone pulito e lavato senza ammorbidente.
Rivestite una leccarda con la carta forno, posizionate i taralli (non serve distanziarli troppo) e infornate a 190°C per 30 minuti. Sfornate e fate raffreddare completamente prima di gustarli.
Ecco un breve video con tutti i passaggi per realizzarli.
La storia dei taralli pugliesi
Quando sono nati i taralli? Difficile dirlo, anche se le ipotesi più accreditate vogliono che i taralli siano stati ideati da una mamma per sfamare i suoi figli con quel poco che aveva in casa. Era il 1400 ed erano tempi molto difficili: la donna si ritrovò a lavorare farina e poco altro in modo creativo. Divise poi l’impasto in salamini e li trasformò in anelli. Quest’idea piacque così tanto che anche altra massaie iniziarono a farli e da allora i taralli sono entrati nella storia del cibo del nostro Paese.
Ancora oggi, ad esempio, sono simbolo di convivialità e condivisione e non è raro che vengano serviti per un aperitivo in compagnia. Avete mai sentito dire “finire in tarallucci e vino”? Ecco spiegata l’origine di questo detto!
Dalle origini ai giorni nostri, la ricetta originale dei taralli è mutata e si è evoluta: si iniziò ad aggiungere anche il passaggio della bollitura per renderli più croccanti e a insaporirli con spezie come semi di finocchio, peperoncino, olive e cipolla in modo che fossero più gustosi.
Anche l’origine del nome tarallo è avvolta dal mistero: secondo alcuni deriva da tiella, quella sorta di teglia che veniva usata dalle massaie dei paesini per andare a cuocere i taralli nei forni a legna; secondo altri deriva dal latino torrère, cioè abbrustolire; per altri invece bisogna risalire al greco daratos, ovvero sorta di pane.
Taralli: tutte le varianti
Come abbiamo visto, con il passare del tempo, la ricetta si è evoluta in molti modi diversi e le tante varianti che possiamo preparare presentano anche l’aggiunta di un solo ingrediente. Però, vogliamo parlarvi in particolare della variante dolce e di quelle napoletana e siciliana.
I taralli dolci sono tipici dell’Italia centro-meridionale, dove solitamente vengono preparati in occasione di Pasqua e Carnevale. Dosi e ingredienti sono del tutto diversi e restituiscono un prodotto più simile a un frollino, reso delizioso dalla presenza della glassa a base di zucchero.
I taralli napoletani sono molto più grandi di quelli pugliesi e anche decisamente più calorici. Innanzitutto, questo impasto è lievitato e poi viene preparato con sugna/strutto, mandorle tostate e abbondante pepe.
Infine, i taralli siciliani sono dei dolcetti preparati solitamente in occasione del 02 novembre. In comune con quelli pugliesi hanno solo il nome: potremmo definirli dei biscotti aromatizzati all’anice e al limone.
Conservazione
I taralli pugliesi, se ben cotti, si possono conservare per quasi un mese in una scatola di latta o in un sacchetto di carta.