Già dal nome è possibile intuire la croccantezza degli scroccafusi, un dolce di Carnevale tipico delle Marche.
Nelle Marche il periodo di Carnevale è strettamente legato alla preparazione degli scroccafusi. Chiamati anche stummeri o cecetti, sono dei dolci composti da farina, olio, uova, zucchero e liquore. Una volta impastati venivano prima lessati e poi fritti o cotti al forno.
A tal proposito infatti circolano storie diverse: secondo alcuni venivano fritti nello strutto così da consumarlo in vista del periodo di digiuno quaresimale; secondo altri la cottura era al forno e guai se qualcuno entrava in cucina! Il dolce si sarebbe guastato irrimediabilmente e, per scongiurare questo rischio, occorreva sputare tre volte e terra e poi pestare il punto con la scarpa.
Tra tradizione e superstizione gli scroccafusi sono arrivati fino a noi fregiandosi del titolo di Prodotto Agroalimentare Tradizionale della regione Marche. Pensate che addirittura nel De re coquinaria di Apicio, forse uno dei più antichi manuali di cucina risalenti all’antica Roma, si parla di una preparazione simile:
“Prendere del fior di farina e cuocerla in acqua calda, in modo da farne un composto molto solido, poi spianarla su un piatto di terracotta. Quando si sarà raffreddata, tagliarla alla maniera dei dolci e friggerla in olio di ottima qualità. Toglierla, irrorarla con miele, pepare e servire“
Gli scroccafusi rappresentano la versione marchigiana delle più classiche castagnole oltre che una valida alternativa ai più classici dolci di Carnevale come le chiacchiere o le zeppole. Una volta cotti la seconda volta vengono serviti con miele o alchermes e spolverizzati con zucchero a velo.

Ingredienti
Per gli scroccafusi
- Farina 00 – 350 g
- Uova – 3
- Zucchero semolato – 70 g
- Liquore (anice o mistrà) – 30 ml
- Olio di semi – 20 ml
- Lievito per dolci – 7 g
- Limone bio – 1/2
- Sale fino – 1 pizzico
Per friggere
- Olio di semi – q.b.
Per servire
- Miele o alchermes – q.b.
- Zucchero a velo – q.b.
Preparazione
Scroccafusi di Carnevale
In una ciotola rompete le uova e sbattetele con una frusta a mano.
Incorporate lo zucchero e continuate a mescolare quindi unite il liquore, l’olio e la scorza grattugiata del limone.
Una volta ottenuto un composto omogeneo, incorporate poca per volta la farina mescolata con lievito e sale. Impastate dapprima con un cucchiaio di legno o una spatola poi, quando l’impasto comincia a prendere consistenza, trasferitelo sulla spianatoia leggermente infarinata e proseguite a mano.
Volendo potete svolgere tutte le fasi di impasto con una planetaria munita di gancio impastatore.
Formate un panetto e lasciatelo riposare coperto dalla ciotola capovolta per 10-15 minuti. Nel frattempo portate a bollore una pentola colma di acqua.
Formate un filoncino di impasto di circa 5 cm di diametro e con un tarocco o un coltello affilato tagliate dei tocchetti di circa 3-4 cm.
Lessateli nell’acqua fino a quando vengono a galla. Inizialmente, quando li tuffate, mescolateli con una schiumarola in modo che non si attacchino sul fondo.
Una volta pronti, scolateli e trasferiteli ad asciugare su un canovaccio pulito. Incidete la superficie con un taglio a croce quindi passate alla frittura.
Scaldate abbondante olio di semi fino a raggiungere i 170°C e friggete gli scroccafusi fino a che non risulteranno dorati e croccanti. Scolateli con una schiumarola e passateli su carta assorbente.
Completate con del miele fuso oppure con un cucchiaino di alchermes e una spolverata di zucchero a velo.
VI lasciamo anche un video con tutti i passaggi per realizzarli.
Per preparare gli scroccafusi al forno come da antica ricetta, dopo averli lessati in acqua e fatti asciugare sul canovaccio trasferiteli sulla leccarda del forno rivestita con l’apposita carta. Cuoceteli a 180°C per 30 minuti quindi completate con del miele fuso, una spruzzata di rum o alchermes se piace e dello zucchero a velo.
Conservazione
Gli scroccafusi, come tutti i dolci fritti andrebbero gustati appena fatti. Se cotti al forno invece si mantengono per un paio di giorni in una scatola di latta.