La carbonara, l’amatriciana, la cacio e pepe e altri 7 piatti imperdibili da mangiare a Roma

Dal quinto quarto alla carbonara, passando per l’amatriciana e concludere il pasto con la crostata con le visciole. Ecco cosa mangiare a Roma!

Quando si parla di Roma, la mente corre veloce a grandi piatti della tradizione, primi tra tutti quelli appartenenti alla cosiddetta trinità romana: la carbonara, l’amatriciana e la cacio e pepe. È chiaro quindi come la città eterna abbia fatto della pasta il simbolo della sua cucina, ma scavando un po’ nella storia affiorano anche altri piatti che da sempre vengono serviti nelle trattorie e rientrano nelle 10 cose da mangiare a Roma.

10 piatti della tradizione romana

Carciofi alla giudia. Per prepararli occorre procurarsi una varietà di carciofi tipica di Roma, le mammole, e friggerli in abbondante olio di semi dopo averli puliti e private della barbetta interna.

Roma
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Carciofi alla romana. In questo caso i carciofi puliti vengono farciti con un trito a base di aglio, prezzemolo e mentuccia e poi cotti in padella.

Rigatoni con la pajata. La pajata altro non è che l’intestino del vitello, arrotolato e tagliato a strisce e poi cotto con salsa di pomodoro per dar vita a un sugo dal sapore deciso utilizzato per condire la pasta.

Coda alla vaccinara. Rimanendo nella categoria del quinto quarto, ossia delle parti meno pregiate dell’animale, la coda alla vaccinara prevede una cottura molto lunga della coda di bue (5-6 ore circa) insieme a due ingredienti fondamentali: il sedano e il cioccolato amaro.

Coratella. Anche in questo caso parliamo del quinto quarto, ma questa volta dell’agnello o dell’abbacchio. Le interiora vengono solitamente cotte insieme ad abbondante cipolla e carciofo romanesco per dare vita a un secondo piatto davvero corposo.

Pasta alla carbonara, amatriciana e cacio e pepe. Sono tre piatti che hanno bisogno di poche, se non nessuna, spiegazione. Sono i classici per eccellenza e non c’è città al mondo dove potrete gustarli buoni come a Roma.

Vignarola. Una celebrazione della primavera: questa zuppa si prepara con fave, piselli, carciofi, cipolle e lattuga. Non può mancare poi un’ingrediente simbolo: il guanciale.

Trippa alla romana. Di questo piatto esistono diverse versioni ma quella più tradizionale prevede la cottura del reticolo sbiancato di vitello insieme al pomodoro. Per insaporire vengono aggiunti menta e pecorino.

Trapizzino. Un triangolo di pizza bianca romana farcito con piatti tipici della tradizione: trippa, coratella, polpette e molto altro. Nato nel quartiere Testaccio, presto ha conquistato gli abitanti della capitale e i turisti, rendendolo un vero e proprio street food.

Crostata con le visciole. È uno dei pochi dolci che caratterizzano la cucina romana. Le visciole altro non sono che una varietà di ciliegie dal sapore asprigno, utilizzate appunto per preparare la crostata, anche nella versione con la ricotta.

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ultimo aggiornamento: 31-07-2019

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